Pensateci

Tutti sapete cos'è un virus, vero? Un virus per computer intendo, non quello stramaledetto affare che vi attacca l'influenza o l'AIDS. Voglio dire quei programmi che modificano altri programmi e gli fanno fare cose strane, tipo rovinarvi un mese di lavoro cancellandolo dal vostro computer.

Dite che i virus sono dei gran figli di...?

Beh, non si può parlare molto bene dei loro autori, però conosco un'eccezione, una persona che ha scritto il miglior virus del mondo e che meriterebbe un monumento per questo, anche se nessuno gliene farà mai uno. Se bevo? Volete davvero sapere se bevo? No, non sono ubriaco. Non ho molto tempo per bere, ultimamente. Passo gran parte del giorno a pensare. Anche gran parte della notte.

Sorridete alle mie spalle? Va bene, vediamo se riesco a far pensare anche voi.

Vi racconterò una piccola storia, una storia vera. Non importa come abbia fatto a conoscerla, ok? Dovete fidarvi di me, non sono uno che racconta frottole, chiedete pure in giro. Pensate al mondo di qualche anno fa. Vi ricordate i buoni ed i cattivi, i bianchi ed i rossi, il muro di Berlino e tutte quelle belle bombe atomiche pronte a disinfettare il mondo da quelle purulente forme di vita animale che lo popolano? Avete già dimenticato? Pensate un attimo a quelle testate all'idrogeno, ognuna con sopra scritto l'ultimo indirizzo di mille, diecimila, un milione di persone. Sono ancora quasi tutte lì, sapete? Pensate ai missili che le trasportano, pensate ai computer che li guidano, pensate ai programmi che li animano.

Ah, siete svelti a capire, vedo. Ma non abbiate fretta ora; pensate invece a chi ha scritto quei programmi. Team di decine di persone? Si e no. Diciamo che in una delle nazioni un vero genio della programmazione sappia scrivere dei programmi così compatti, veloci, essenziali da divenire il fulcro di tutto un team. Pensate ad un programmatore così in gamba nel risolvere i problemi che i suoi capi accettano a scatola chiusa quelle parti di programma scritte da lui. Pensate che questo genio, in una settimana qualsiasi della sua vita passi dal Giappone per un convegno, o forse una vacanza, si trovi ad Hiroshima il 6 agosto e senta suonare la campana che ricorda la Bomba e veda le foto ed il museo e capisca le ombre delle persone vaporizzate dall'esplosione, la carne che si stacca dalle ustioni delle radiazioni, i danni genetici dei sopravvissuti e dei loro figli.

Torni a casa, nel suo asettico ufficio e ci pensi un giorno, un mese, un anno (lui è un genio, perciò sa pensare se vuole) e quindi prenda la decisione.

Scriva un virus. Un piccolo pezzo dei suoi programmi trasformato con la cura di un genio perché continui a sembrare quello di prima ma faccia qualcosa di diverso: non lasci partire i missili.

Impossibile? Quasi, ma lui è bravo, è considerato fidato e d'altronde nessuno è abbastanza in gamba da capire bene quello che scrive. I suoi programmi passano lisci tutti i test, il suo virus è un camaleonte bugiardo e fa il bravo in ogni simulazione, lasciando riuscire tutti i lanci di prova, comportandosi così bene da essere installato nei computer di tutti i vettori nucleari, inattivo e indisturbato.

Finché un giorno un falso allarme spaventa troppo qualcuno, durante una guerra minore in un'altra parte del mondo, o forse durante quel tentativo di golpe o durante quelle elezioni, quando tutti tenevano il fiato sospeso. "Le procedure di lancio sono a prova di errore", dite, "assolutamente sicure". Vediamo, qualcosa di assolutamente sicuro come il Titanic, l'Hindenburg o lo Shuttle Challenger? Lasciamo perdere. Pensate invece che qualche idiota troppo nervoso sta per lanciare l'ultima guerra. Il nostro virus si sveglia e dice "no" in tempo, mentre i meno idioti-meno nervosi fermano le persone ed i missili non partono. Nessuno si accorge del virus, sono tutti occupati a coprirsi le spalle dall'indagine sull'incidente. Però il nostro amico genio sa la verità, ed ha paura. Paura che lo scoprano, che lo accusino di alto tradimento.

Tanta paura che il suo cuore vecchio e malandato dice basta.

Mi sono inventato tutto? Forse, ma pensate che buffa coincidenza se, rileggendo i giornali di qualche tempo fa, notaste un trafiletto che allora vi era sfuggito. Un trafiletto sulla morte per infarto di uno stimato tecnico e ricercatore che lavorava per l'esercito di un'importante nazione.

Pensate se il suo sostituto, naturalmente persona capace ed ambiziosa, comincerà a pasticciare con i programmi ereditati dal suo predecessore. In un attimo il nostro amico virus, il nostro angelo custode, verrà cancellato e svanirà come la luce dell'ultima stella al sorgere del sole. Non sarà più lì quando avremo ancora bisogno di lui.

Pensate che tutti i virus siano cattivi e tutti i programmi che vengono infestati siano buoni? Verissimo, quasi sempre.

Ma pensate un attimo a quelle testate all'idrogeno, ai missili che le trasportano, ai computer che li guidano, ai programmi che li animano.

Pensateci.

------------------------------------------------------------------------------------------- © Marco Costantini --

 

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