Storia 2

Prologo (di Michele)

Siamo in un futuro molto remoto, in cui la Terra è al massimo della sua espansione coloniale nella galassia. La velocità della luce è stata superata da secoli, ed i viaggi intergalattici sono all'ordine del giorno.
La Terra è in guerra con una razza aliena molto feroce e sta preparando armi sempre più potenti per mettere fine una volta per tutte alla minaccia di quegli esseri.
La Terra ha costruito, direttamente nello spazio, un'astronave grande come una città, dotata di armi potentissime e di un computer molto sofisticato, ma non dotato di intelligenza propria: una eventuale insubordinazione del computer sarebbe tragica, viste le armi di cui è dotata l'astronave. Per il primo volo di prova viene impiegato un equipaggio (misto, uomini e donne!!!) di dieci militari, e tutti i comandi vengono concentrati nella sala principale.
Il computer di bordo per elaborare i dati (cioè come processori) usa dei cristalli di un minerale raro proveniente da una lontana colonia terrestre.
Appena usciti dal sistema solare, a causa di un errore umano nella preparazione di uno di questi cristalli, il computer "impazzisce" ed esclude i comandi dell'equipaggio umano ed inserisce l'astronave in un'orbita ellittica con destinazione il pianeta alieno, colpendo tutto ciò che entra nel suo raggio d'azione. Ora l'equipaggio deve riuscire a risolvere il problema, se ne è capace, prima che l'astronave ritorni nel sistema solare, perchè, una volta ritornata, la Terra e gli altri pianeti colonizzati verrebbero attaccati. Quindi, se gli uomini a bordo non riusciranno nell'impresa, la Terra cercherebbe con ogni mezzo di abbatterla (con conseguente spreco di molti soldi, che al governo terrestre interessano certamente di più delle dieci vite che sono a bordo).
Inoltre gli uomini dell'equipaggio vengono considerati dal computer come degli intrusi da eliminare. Infatti l'astronave ha a disposizione, oltre a sensori, telecamere varie e quant'altro vi venga in mente, di cloni automatici da difesa. Per muoversi nell'astronave da guerra l'equipaggio può usare i veicoli interni: scooter magnetici (come degli scooter d'acqua per capirci), piccoli veicoli a quattro ruote, etc. (no veicoli pesanti e nessuno armato). Gli uomini hanno a disposizione solo le armi (con munizioni limitate) in dotazione con le loro divise, e non sono armi pesanti, quelle se le dovranno procurare.

 

Parte Prima (di Laura B.)

Premesse: (1) dato che tutto quello che so delle forze armate l’ho imparato da Star Trek, in inglese, e neanche troppo bene, e non sono un’esperta di hard sf, non scannatemi se faccio errori di denominazione. (2) /Xh/ indica consonante avulsiva (o click, come in Xhosa, un gruppo etnolinguistico bantu sudafricano). (3) ho lasciato "ensign" in inglese perche’ la traduzione dello Zanichelli, "guardiamarina", non mi sembrava appropriata. Se avete una trad. migliore, sostituite.

----------------------------------------------------------------------

(1) GDS Demeter (Prima dei titoli di testa)

Accompagnato dai classici trilli di fischietto, il capitano Pernod si materializzo’ sul ponte di comando.

"Comandante a bordo!" annuncio’ il tenente Z’nort.

"Comandante a bordo!" ripete’ il tenente Alcatraz, scattando sull’attenti insieme al quadro degli ufficiali.

"Riposo, riposo," disse Pernod, scendendo i quattro gradini ed aggiustandosi l’uniforme, "Abbiamo ordine di partire immediatamente, le formalita’ possono aspettare. Innestate i razzi ausiliari, per favore, dobbiamo esser fuori dal sistema entro un’ora."

"Innesti gli ausiliari, sergente Paik, e a tutta dritta," confermo’ Alcatraz, poi, "Capitano Pernod," continuo’, stendendo la mano, "Parlando a nome di tutti gli ufficiali, siamo molto onorati di essere al suo comando. La sua fama e’ quasi mitica. Le sue tattiche di contrattacco nella battaglia di B’dallasullakko’oni sono un punto di riferimento per tutti i cadetti-"

Pernod non aveva dormito bene la notte precedente, il sonno tormentato da incubi mal definiti, il trasporto nello shuttle dalla stazione di relay alla gigantesca juggernaut era stato molto disturbato, e in piu’ odiava le procedure di sma/rematerializzazione degli shuttle. Perche’ non avevano attraccato e non l’avevano lasciato salire a bordo da un hangar... Decisamente Pernod non era di buon umore quel giorno, "E lei chi sarebbe, scusi?"

Alcatraz scatto’ ancora sull’attenti, sbattendosi la mano sugli occhi, "Tenente Orson Alcatraz, capitano, il suo secondo. Benvenuto a bordo della GDS Demeter, la piu’ avanzata, specializzata e perfetta nave del Dominio!"

Pernod, che si stava guardando intorno, chiedendosi a che diavolo servissero tutte quelle lucine lampeggianti, sollevo’ un sopracciglio. "E... come si chiama la sua gemella?"

"La Demeter e’ unica, capitano," interruppe un ufficiale con gradi di sottotenente, la piu’ impassibile faccia da schiaffi che Pernod avesse mai visto e pallidi occhi persi nel nulla, ancora sull’attenti davanti a una console coperta da migliaia di LED di vari colori che si accendevano e spegnevano per nessuna apparente ragione, "La tensione bicentenaria nel conflitto contro le feroci razze dei Kaht’zulas e degli Seanpenn ha necessitato la costruzione di questo juggernaut superspecializzato, superarmato e supercontrollato, calibrato al millimicron e incapace di errori. I nostri servizi segreti hanno scoperto che gli Seanpenn si preparano ad attaccare in forze le colonie di Sirio5, e la Demeter e’ l’ultima speranza del Dominio. La sua costruzione ha virtualmente prosciugato le riserve di cristalzoidi metaproteici di tutte le colonie Arturiane, e se non riusciremo a riconquistare i territori perduti di Mezanino, dove le maggiori miniere di cristalzoidi sono situate, il Dominio perdera’ la possibilita’ di trasporto interstellare, rendendoci immobili e facili bersagli dell’efferata crudelta’ dei Kaht’zulas e degli Seanpenn. Dobbiamo ad ogni costo fermare questi mostri, tarpar loro le ali nel loro antro, cospargerli di catrame e rotolarli tra le penne, e la Demeter-"

"Zitto!" sibilo’ Alcatraz, forse notando che Pernod era sul punto di esplodere davanti a quella valanga di parole. "Le presento l’ufficiale responsabile dell’infodump, sottotenente Dahdah O’om’pahXh-"

("Gexundheit," disse Z’nort.)

"Il piu’ avanzato, specializzato e perfetto droide assemblato dal Dominio specialmente per la Demeter, capitano." Interruppe ancora O’om’pahXh, con voce ronzante e senza inflessioni, "La mia costruzione ha richiesto una intima partecipazione della ®Microsoft™ e dei Laboratori Kessler ed e’ risultata in un costrutto unico, infallibile ed indistruttibile capace di psicoautognosi, specializzato in technobabble e provvisto di microchip interne di autointellezione. Sono virtualmente a prova di qualsiasi errore umano, divino o meccanico e posso calcolare la soluzione di qualsiasi problema in meno di un millisecondo. Posso interfacciare istantaneamente con tutti i microcircuti a cristalzoidi metaproteici del computer di bordo. Sono a conoscenza di ogni piu’ piccola parte della Demeter e posso informarla-"

"Zitto!" ordino’ Alcatraz. La bocca del droide si serro’ con uno schiocco. "Mi permetta di presentarle il resto dell’equipaggio. Il responsabile della sicurezza interna, tenente Z’nort..."

"L’alleanza con i talibaxta e’ sempre molto preziosa," disse Pernod, battendosi un pugno sulla testa ma stando bene attento a non sorridere, gesto che sarebbe stato considerato dal talibaxta (essendo entrambi maschi) come sfida territoriale.

"Anche noi xiamo onorati," rispose Z’nort, anche lui battendosi la testa ma evitando all’ultimo momento un altro gesto di rispetto talibaxta che non sarebbe certo stato apprezzato dal capitano e riavvolgendo la coda, "E’ xempre bello morire inxieme in battaglia tra pene atroci ed orrende mutilazioni xexxuali."

"Er, si, giusto, giusto. Continuiamo, Alcatraz."

"Certo, capitano. Il capo ingegnere Herbsaint e sottocapo Laphroaigh."

"Carote rampanti non specificate," annuncio’ l’uomo con la testa di cavolo, stringendo la mano di Pernod.

"Il capo dice di essere molto onorato di fare la sua conoscenza e di essere parte del suo equipaggio," disse Laphroaigh con uno smagliante sorriso, guardando contemporaneamente in due direzioni, "Ed io condivido i suoi sentimenti."

"Uh, certo, certo... Tenente," Pernod fece cenno ad Alcatraz di avvicinarsi, "Qual’e’ il... er, problema con Herbsaint," sussurro’.

"Herbsaint e’ sordomuto dalla nascita," bisbiglio’ Alcatraz, "Ma indossa l’avanzatissimo casco inglobante Newton che gli permette di udire e parlare, anche se in un particolare dialetto. I caschi Newton sono provvisti di un’unica struttura semantica alternativa che puo’ sembrare incomprensibile agli inizi, ma imparera’ presto a comunicare col capo, non si preoccupi."

"Non mi preoccupo," mormoro’ Pernod, seguendo Alcatraz ad un’altra console rutilante di LED, levettine, digitali non bene identificati e misteriosi diagrammi che continuavano a cambiare.

"Questo e’ il nuovo prototipo D-37 della stazione di comunicazioni e ricerca scientifico-culturale, costruita appositamente per la missione. L’ufficiale responsabile, ensign Big Giant Head."

"Un nome insolito, direi," commento’ Pernod, alzando la mano destra. "Navajo?"

Big Giant Head ritorno’ il saluto, e torno’ ad incrociare le braccia. "Hopi. Mio padre si stava preparando a comunicare col Grande Spirito quando nacqui," rispose, fissando un punto oltre l’orizzonte virtuale, "Ed aveva gia’ consumato il Sacro Fungo. Quello che vide quando la mia nascita fu annunciata andava ben oltre i limiti della percezione."

"Ensign Big Giant Head e’ un laureato dell’Accademia di scienze parapsichiche," continuo’ Alcatraz.

Pernod alzo’ ancora il sopracciglio, "Oh... un telepate... Interessante..." mormoro’, chiedendosi quale fosse lo scopo di un ufficiale di comunicazioni e ricerca scientifico-culturale, per di piu’ telepate, in una missione segreta di attacco e distruzione, decise che probabilmente lo stato maggiore sapeva quello che faceva ed evito’ accuratamente di continuare a pensare all’argomento. Alcatraz lo stava gia’ guidando verso le stazioni di manovra.

"I piloti, sergente di prima classe Smyrk e sergente di seconda classe Paik." Entrambe scattarono sull’attenti, battendo i tacchi dei lucidissimi stivali di vernice nera, marchio di quelli appena usciti dall’Accademia Ipergalattica.

"Paik, Paik," disse Pernod, "Suo padre non sara’ per caso quell’ ammiraglio Paik..."

"Purtroppo," mormoro’ la giovane, arrossendo ed abbassando gli occhi.

"E suo padre non sara’ quell’ ammiraglio Smyrk..."

"In persona, capitano," disse Smyrk, gonfiando il petto, sembrando crescere di dieci centimetri e sfoderando un sorriso che da solo aveva probabilmente comprato un paio di catamarani al suo dentista. "Questa e’ la mia prima missione ufficiale fuori dall’ Accademia."

"Si vede, sergente, si vede. Riposo, entrambi." Pernod diede un altro sguardo al ponte e alla splendida vista della galassia nel visore principale. Una strana missione, considero’, che lo aveva trasferito dal suo lungo comando dell’incrociatore Miskatonic da un giorno all’altro, e per cui aveva ricevuto minime istruzioni. La juggernaut doveva infiltrare i sistemi nemici e distruggerli senza lasciare nemmeno un solo asteroide intatto, tutto qui. Niente sopravvissuti, niente prigionieri. Missione spietata, certo, ma necessaria. Si aggiusto’ l’uniforme e sospiro’: un capo con un cavolo di metallo verde intorno alla testa, una vicecapo strabica, un droide logorroico con voce piatta, la figlia dell’ammiraglio piu’ disprezzato della Flotta, il figlio dell’ammiraglio piu’ celebre della Flotta, un talibaxta, un telepate alto due metri e mezzo e un secondo iperattivo. Beh, poteva essere peggio, almeno non gli avevano assegnato uno tcho-tcho psicopatico come quello che aveva sulla Miskatonic o un ken...

Il sibilo della paratia che si apriva lo scosse dai suoi pensieri. Si volto’, e a malapena represse un gesto di disappunto. Una barbie, dannazione.

La barbie scivolo’ sinuosamente sul ponte, sbattendo gli occhioni ed aggiustandosi la fluente chioma biondo cenere. La sua uniforme doveva essere due o tre taglie piu’ piccola del necessario da come la fasciava, lasciando assolutamente nulla all’immaginazione. Infatti, I capelli la coprivano piu’ dell’uniforme. "Ah, dottore!" esclamo’ Alcatraz, un lampo di mal repressa lussuria negli occhi, "Aspettavamo solo lei, tutto a posto in infermeria?"

La barbie annui’ sorridendo sinuosamente, ancheggiando verso di loro.

"Dottore, vorrei presentarle il nostro nuovo comandante, il capitano Pernod. Capitano, il medico di bordo, Dr. Kevorkian."

Pernod sollevo’ l’altro sopracciglio. "Ho sentito molto parlare di lei, e delle sue... er, tecniche..."

"Anch’io ho molto sentito parlare di lei," sussurro’ sinuosamente Kevorkian, ma con una voce che fece dubitare al capitano se il medico fosse barbie o transken, "Se afferra cosa intendo..."

"Er, um," Pernod si guardo’ intorno imbarazzato, ma nessuno sembrava aver fatto attenzione allo scambio, e Alcatraz sembrava mesmerizzato dalle curve del medico e totalmente dimentico del resto dell’universo. "Stato," chiese a nessuno in particolare, ritornando con celerita’ alle stazioni di manovra.

"Abbiamo abbandonato l’orbita di Saturno, capitano," recito’ O’om’pahXh, "E ci stiamo avvicinando al corridoio d’uscita. In esattamente nove minuti, 15 secondi e 5, no 4, no 3-"

"E zitto, dai," imploro’ Smyrk. Ancora una volta la bocca del droide si serro’ a scatto. "Segue tutti gli ordini alla lettera, capitano," spiego’ il giovane ufficiale.

"Credo sara’ una funzione molto utile," mormoro’ Pernod, aggiustandosi l’uniforme.

"Non gli dica mai di andare a fa... uh, farsi friggere," aggiunse Paik.

Pernod esito’ per un attimo, guardando i due piloti. "Oh, capisco..." Si schiari’ la voce, "Ensign Big Giant Head, apra i canali di comunicazione interna, vorrei salutare l’equipaggio."

Tutti lo guardarono, "L’equipaggio?" disse Big Giant Head.

"L’equipaggio, si, che c’e’ di strano?"

"L’equipaggio della Demeter e’ tutto sul ponte di comando, capitano," intono' O’om’pahXh, "Studi statistici, tattici e di intelligenza hanno dimostrato che una juggernaut della stazza e complessita’ della Demeter e’ perfettamente equipaggiata da dieci persone altamente qualificate, noi per l’appunto. Tutte le armi possono essere accesse dal ponte di comando, due ingegneri sono sufficienti a garantirne la manovrabilita’ e stabilita’, e la mia presenza assicura che nulla possa essere soggetto a malfunzione. Il computer di bordo e’ una subintelligenza artificiale estremamente sofisticata che gestisce droni e robot di manutenzione ed attacco e garantisce il piu’ perfetto funzionamento di tutti i macchinari sia digitali che analoghi. Infatti tutto il corpo della juggernaut e’ occupato da sistemi operativi e navigazionali ed armamenti di altissimo calibro con la sola eccezione del ponte, l’infermeria, la mensa e nove cabine per l’equipaggio, dato che io non ho bisogno di mangiare, dormire od evacuare e preferisco passare il mio tempo assegnato di relax approfondendo le mie seppur immense conoscenze davanti alla mia console. Inoltre-"

Pernod era sbalordito, "Non c’e’ equipaggio!"

"Non occorre alla Demeter. Come le stavo spiegando, il sistema della juggernaut e’ del tutto automatico e teoreticamente anche una sola persona puo’ farne funzionare ogni piu’ complesso sistema operativo. Infatti, sarei bastato io solo a manovrare la Demeter e distruggere i biechi Kaht’zulas e Seanpenn, data la mia organizzazione modulare non mi sarei nemmeno annoiato a star solo, e risparmiando su cabine, mensa ed infermeria ci sarebbe stato piu’ spazio per armamenti, ma gli alti quadri di comando hanno deciso di aggiungere altri nove ufficiali per ulteriore ridondanza multipla nella gestione tecnico amministrativa. E’ comunque mia opinione che-"

"Zitto!" Grido’ Pernod. Poi, "Non c’e’ equipaggio," ripete’, ancora incredulo, "Impossibile!"

"Non siamo esattamente senza equipaggio, capitano," intervenne Alcatraz, premendo un bottone della console di comando. In uno scintillio di lustrini virtuali, un uomo dall’espressione decisamente anonima e forse anche un tantino ebete apparve in mezzo al ponte, quasi sfolgorante in una tuta fluorescente rosso aragosta, "Le presento il comune di terza classe per diversione tattica ologramma Bixio." L’ologramma scatto’ sull’attenti.

Pernod senti’ I primi sintomi di una feroce emicrania. "Perche’... e’ vestito di rosso?"

"Diversione tattica. In caso di attacco, intrusione o inaspettata discesa in territorio nemico, il comune Bixio viene mandato all’avanguardia, per distrarre il nemico. Quel particolare tipo di rosso e’ stato appositamente studiato da un team di psicologi ed intelligenza per garantire il massimo quoziente di distrazione. Mentre il nemico e’ occupato contro il comune Bixio, gli ufficiali possono contrattaccare. Essendo il comune un ologramma, egli puo’ venire usato indefinitamente in ogni situazione, e-"

"L’ufficiale responsabile dell’infodump sono io, tenente," protesto’ O’om’pahXh.

"E’ vero, e’ vero, mi scusi," sospiro’ Alcatraz. "Vuole accedere alla poltrona di comando, capitano? Stiamo per prepararci al primo salto interstellare."

Pernod annui’, sentendo l’emicrania crescere in progressione geometrica, e sedette. Istantaneamente la poltrona semintelligente ergonomica si modifico’ seguendo le linee del suo corpo, effettivamente bloccandolo nella schiuma espansa. Pernod ringrazio’ il cielo di non aver accavallato le gambe, e a fatica districo’ un braccio. "Sottotenente Umpa-"

"O’om’pahXh," lo corresse il droide.

("Gexundheit," disse Z’nort.)

"Sottotenente," continuo’ Pernod, piu’ che vagamente irritato, "Mi dia una stima del tempo necessario per raggiungere i confini dei territori Kaht’zulas, e si limiti a giorni ed ore, la prego."

"Sette giorni e dodici ore, capitano, con diciassette salti interstellari. In questo tempo-"

"Siamo pronti al primo salto, capitano," intervenne Smyrk.

"Vada, sergente."

Smyrk inseri’ la pulsione interstellare, la Demeter slitto’ nel corridoio, e quattro lucine rosse si accesero sul lato superiore sinistro della console di O’om’pahXh. "Oops," disse il droide.

 

(Titoli di testa) (Musica: Warren Zevon, Bad Luck Streak in Dancing School)

 

-----------------------------------------------------------------

Finito di gemere?

 

Cast of characters

Capitano PierrePaul Pernod Lance Henriksen

Tenente Orson Welles Alcatraz Eddie Murphy

Tenente Z’nort un velociraptor peloso (voce di Schwarzenegger)

Sottotenente Dahdah O’om’pahXh Christopher Walken

Ensign Big Giant Head Michael Horse

Sergente di 1a classe Perfect Smyrk LeonardoDiCaprio (lo vogliamo l’Oscar, si?)

Sergente di 2a classe Aeyung Paik Fay Wong

Capo Ingegnere Daniel "Danny Boy" Herbsaint Sotto il casco Newton, Leslie Nielsen

Sottocapo Ingegnere Erin Laphroaigh Wynona Ryder (con parrucca rossa)

Dr. Alexis Kevorkian Uma Thurman/Dave Duchovny in TwinPeaks(*)

Comune di 3a classe Nino Bixio Tom Hanks

 

(*) se qualcuno ritiene necessario specificare se il dr. sia una barbie o un transken

 

--------------------------------------

Note post-hoc:

(a) Sopra ho messo gli attori che potrebbero interpretare i personaggi come li vedo io. Se qualcuno degli attori non vi e’ familiare fatemi sapere.

(b) spero che il dr. Alex Kevorkian sia famoso in Italia come lo e’ negli US, altrimenti tutto il senso del personaggio viene perso. Se non sapete chi sia Kevorkian (impossibile!) fatemelo sapere al piu’ presto ("He isn’t dead yet, PierrePaul!").

(c) le barbie (e i ken) non hanno *niente* a che vedere con il racconto di Varley. Sono gli abitanti della colonia DS 90210 che, tramite selettive manipolazioni genetiche, hanno raggiunto lo zenith della Perfezione Mattheliana come definita dal leader/profeta Rudolf Matthel (non credo sia importante ai fini della storia ma si, politicamente sono abbastanza di quel tipo a cui state pensando proprio adesso e hanno un po’ delle stesse cattive abitudini). Transken e transbarbie sono esattamente qullo che pensate.

(d) come comportarsi con un talibaxta? Beh, come con uno Wookiee che ha appena perso a poker, tre Klingon sbronzi, Godzilla appena svegliato, un Rottweiler in calore e un velociraptor davvero incaxxato concentrati in un solo corpo di circa un metro e ottanta per diciamo trecento chili di muscoli (non un grammo di grasso, non uno!) (La /x/ non dovrebbe dare problemi ai venexiani, perche’ e’ proprio la stessa)

(e) lo so che i personaggi dovevano essere 10 e invece sono 11. Ho aggiunto l’ologramma (che e’ un vero ologramma, senza voce ne’ possibilita’ manipolative; puo’ solo comparire ed eseguire istruzioni estremamente semplici tipo vai li’, vai la’, siedi, alzati, fa il morto ma non portami le pantofole) perche’ potrebbe essere uno strumento utile nella situazione a venire... o no, dipende da come la storia continua.

©lxb™

nyc, 21 maggio 1998

Segue


Torna a Darklava, il mondo del fantastico.
Pagina Principale Computers s.r.l.