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A NORD SUD DELL ‘UTOPIA

di Gianluca Demarchi

 

"...E' la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità" e "...Studierà le leggi che reggono le eccezioni e spiegherà l'universo supplementare

a questo" e ancora "...Descriverà un universo che si può vedere e che forse si deve vedere al posto del tradizionale"

 

(Alfred Jarry, "Gesta ed opinioni del dottor Faustroll, Patafisico, 1911)

 

 

 

 

In quella serena notte d’estate, una cappa di oscurità spessa ed avvolgente celava ai loro sguardi le stelle. Nemmeno il fuoco, combattendo con le fitte tenebre, riusciva a creare la sua luce naturale ; bensì un’aurea sfibrata e cinerea, incapace di liberare i colori degli oggetti imprigionati tra i toni di grigio.

Un vento tiepido strofinava la collina dov’erano i due giovani, in silenzio accanto al fuoco. Essi non prestavano attenzione alla notte ed ai suoi strambi fenomeni. Seduti nell’erba del piccolo terrazzo naturale che costeggia la casa di pietra, sognavano ad occhi aperti strani futuri ricchi di sensazioni : mescolavano profumi, immagini, rumori, tecnologie. Vi erano castelli, conigli bianchi, ruscelli, orizzonti di pianeti lontani, cavalli selvaggi, grotte profonde, pane caldo, enormi astronavi, nubi di treni a vapore...

 

Si svegliarono ed indossavano tute argentee ed aderenti.

 

La forma dell’aereo verde nero e porpora immobile sull’asfalto bollente si stagliava combattendo contro il cielo latteo, mentre riverberi tremuli danzavano distorcendo e specchiando tratti di realtà. Nei loro corpi una sensazione di emozione tiepida, stimolante ad osservare quella sorta di tele immateriali che li circondavano come ombre viventi, segno del passato. Tutto stava per essere ruotato di trecentosessanta gradi : l’aeroplano senza equipaggio li attendeva.

 

Viaggiarono a lungo nell’oscurità, finché non sorse un’alba imponente. L’aereo atterrò in una pianura giallastra : polverosa. Rigagnoli di sabbia scorrevano veloci in solchi stretti e profondi ; l’aria odorava di sale ed all’orizzonte si scorgevano nere forme alte e frastagliate. Camminarono verso di esse e parevano non avvicinarsi mai ; poi, apparve una parete traslucida, rossastra e viva, sulla cui superficie saettavano come ragnatele mutevoli ramificazioni azzurre ; e velava la totalità dei loro campi visivi.

 

Attraversarla fu come morire, rinascere.

 

Le forme scure erano adesso una grande città i cui alti grattacieli si alzavano, torri tra gli edifici più bassi e trasparenti. Alcuni erano vuoti, altri contenevano gas multicolori che si comprimevano e si espandevano come cuori vaporosi. Tutto pareva essere nuovo.

Camminando per le vie desolate incontrarono uno strano essere : il suo busto ed il suo capo erano di carne, ma gli arti invece di un materiale riflettente e verdognolo, simile ad un antico metallo. I bulbi dei suoi occhi grigi non avevano né iridi né pupille. Parlò con voce profonda una lingua sconosciuta e sibilante. Egli indicava i palazzi gesticolando, invitando gli stranieri a seguirlo. Essi rifiutarono ed egli s’imbestialì, li scacciò, quindi rimase ad osservarli indignato.

 

Attraversato nuovamente lo strambo confine i due giovani si voltarono verso la città, ritornata ad essere forma lontana ed irriconoscibile.

 

L’aereo attendeva, ma sapevano che non li avrebbe riportati sulla collina ; si sarebbe invece diretto verso nuove città, dove avrebbero trovato altri custodi di carne e metallo, palazzi dai cuori gassosi ed irriducibili, ormai saldati come solide ancore nei fondali della storia.

La loro utopia non ammetteva il tempo come forma oggettiva, alterava gli spazi ; ed avrebbe distrutto le loro vite, se solo quell’aereo non li avesse velocemente portati verso luoghi sempre più lontani, sfaccettature della loro stessa natura. Avrebbero così imparato ad accettare i compromessi, a farne parte ; questo li avrebbe forse resi felici fino alla fine delle loro vite, o per frazioni di esse. In questo caso, si sarebbero lentamente corrosi in seno a loro stessi, alle loro famiglie, ai loro figli. Una lenta morte condivisa da molti altri, sorci alla mercé di note stregate, coristi capaci di stonature perfette.