Un popolo sterminato. Una corona leggendaria. Gli ultimi eredi dei Marfi sono l'unica speranza contro il male che minaccia di risvegliarsi.
Quando lo stregone Guthar distrugge Caverock nel tentativo di impadronirsi della Corona delle Cinque Pietre, sembra che l'antico popolo dei Marfi sia destinato a scomparire per sempre. Solo pochi bambini riescono a salvarsi, affidati al destino e cresciuti lontano dalle proprie origini, ignari dell'eredità che portano dentro di sé.
Vent'anni dopo, Ametista, guerriera e custode della Corona, intraprende un viaggio per ritrovare i superstiti. Uno dopo l'altro, gli ultimi eredi dei Marfi si riuniscono, scoprendo che ognuno custodisce un talento unico e che soltanto insieme potranno ricostruire ciò che è stato perduto.
Un fantasy corale in cui la magia si intreccia al valore dell'amicizia, della famiglia e della speranza. Un romanzo di formazione e avventura che ricorda come il destino di un popolo possa dipendere non dall'eroe più forte, ma dalla forza di chi sceglie di restare unito.
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La mia opinione (10/09/2026):
Per il modo in cui è scritto e come si sviluppa la storia mi è sembrato di leggere una favola: può essere vista come una cosa positiva perchè diventa una lettura che può piacere a tutta la famiglia, quindi anche a lettori molto giovani. E' vero che ci sono molti combattimenti, uccisioni, mostri ma del resto molte delle favole più note hanno dettagli che apparentemente non sembrerebbero adatte ai più piccoli: ad esempio in cenerentola le sorellastre per indossare la scarpetta si tagliano una le dita dei piedi e l'altra il calcagno; in cappuccetto rosso il lupo mancia la nonna e la bambina e nella versione di Perrault finisce così in tragedia mentre in quella dei Fratelli Grimm il lieto fine è dato dal cacciatore che squarcia la pancia dal lupo, tira fuori nonna e bambina e la riempie di grosse pietre che fanno morire il lupo. Tutto sommato qui non mi pare che arriviamo a simili livelli di violenza ma l'azione è presente in buona parte della storia
C'è un aspetto originale, quasi democratico: all'inizio del racconto il popolo dei Marfi viene sterminato e si salvano solo pochi bambini; il re incarica Agata di salvare i suoi due figli ma, contravvenendo ai suoi ordini, Agata accetta la richiesta di una guardia che l'accompagna di salvare anche la propria figlia ed altri bambini, probabilmente anch'essi normale popolani, anche se dotati di poteri magici come tutti i marfiani. E nella storia non saranno, come spesso capita nelle favole ma anche in molte storie fantasy, i principi o i discendenti di sangue nobile a risolvere la questione ma i figli di semplici guardie.
Il cattivo in questione. lo stregone Guthar, mi ricorda più Gargamella in lotta con i Puffi, con grandi poteri ma a fallire sempre nel tentativo di catturare i giovani avversari e rimanere sempre con un palmo di naso, piuttosto che un Lord Voldemort capace di incutere terrore al solo nominarlo: però mi sembra bene in linea con lo stile "favolistico" della storia.
Quindi un fantasy spensierato, uno young adult con intrighi, tradimenti ma anche redenzione, amori messi alla prova dagli eventi ed il coraggio di giovani disposti a lottare e a unirsi contro il male più potente per completare le proprie identità e far risorgere il sogno di un popolo da ricostruire.
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