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Segnalazioni Fantabook Delos - Uscite Novembre 2025

Autore Daniele Malafarina
Titolo Analemma
Editore Delos Books
Collana Odissea fantascienza
Posizione 176
Pagine 256
Prezzo 18,00 €
Ebook 5,99 €
Un romanzo che intreccia il respiro dell'epica con la vertigine della scienza.
Premio Odissea 2025.

Bilim Kashif, destinato a diventare Olim Osmon, cresce tra i fasti della città di Imirt e l'ombra inquieta delle montagne. Figlio di una famiglia nobile e convinto che il suo posto nel mondo sia già deciso, è costretto a intraprendere un cammino che lo porterà dall'infanzia nella casa di famiglia al monastero di Ko'rsatma, dalle certezze della Dottrina alle vertigine della matematica e dell'astronomia, dalla sicurezza e i privilegi alla lotta per la sopravvivenza. In un mondo illuminato da un sole immobile e due dischi misteriosi che ne attraversano il disco, fede e ragione, mito e scienza, potere e conoscenza si scontrano e si intrecciano in un'epopea che è al tempo stesso memoria personale e riflessione universale. Con una scrittura ricca e immaginifica, Daniele Malafarina firma un romanzo che interroga la natura del tempo, della verità e del destino delle civiltà. Analemma è una grande avventura intellettuale e poetica, capace di parlare al cuore dei lettori e di ridefinire i confini della fantascienza italiana.
Acquistabile su IBS

La mia opinione (21/05/2026):
Quando ho incontrato questo racconto non conoscevo il significato della parola analemma: a prima vista pensai che potesse essere un gioco di parole come un anagramma, poi che fosse una maledizione come un'anatema, e quando l'ho cercato su Google ho scoperto che è tutt'altro e cioè un termine di astronomia. L'analemma rappresenta graficamente un effetto che è nella nostra vita di tutti i giorni, che sarebbe facilmente riconoscibile eppure sono convinto che la maggior parte delle persone non ne è realmente consapevole e che in una società "primitiva" potrebbe essere scambiato per influenze di qualche divinità od usato come strumento per predire il futuro. Se provate a controllare la posizione del sole nello stesso minuto di ogni giorno in un anno scoprirete che è sempre diversa e rappresentando queste posizioni su un asse cartesiano (per via dell'asse di rotazione della Terra cambia l'altezza sull'orizzonte che rappresenta l'Y e a causa dell'orbita a forma di elisse c'è uno spostamento orizzontale da est a ovest che rappresenta la X) si ottiene una forma che ricorda un 8 in diagonale: questo diagramma si chiama Analemma e, dato importante, la sua forma è diversa nei vari punti della Terra. Se si considera che si definisce mezzogiorno come il momento in cui il sole raggiunge il punto più alto del cielo da quello appena detto si capirà che cambierà ogni giorno dell'anno, quindi quella che nel mondo civile viene considerato come mezzogiorno è in realtà una media di tutti questi punti. Tanti effetti sono influenzati da questa curva, banalmente dal variare della lunghezza del giorno al cambiare delle ombre: ad es. la meridiana, per tanti secoli l'orologio usato più comunemente dall'umanità era alquanto impreciso e solo nel XVI secolo divennero provviste di un gnomone, uno stilo mobile, che teneva conto di questo effetto.
Chiedo scusa per questo lungo preambolo ma è per far capire come anche ai nostri giorni tanti fenomeni noti alla scienza siano in realtà sconosciuti ai più e al contrario quale fascino possa esercitare su una mente di capacità superiore che vive in un'epoca in cui si pensa ancora che il sole giri attorno alla terra e che eventuali variazioni sul suo moto così come di eventuali lune possano essere interpretati come segno del destino e capaci di far predire il futuro (del resto ai nostri giorni la astrologia è la stessa cosa ed è incredibile che qualcuno possa pensare che i movimenti degli astri, scientificamente calcolabili, possano predire il nostro futuro).
Il nostro protagonista vive su un pianeta in orbita attorno ad una nana rossa e per via del suo moto una metà del pianeta è sempre alla luce del sole, e quindi i suoi abitanti non hanno mai visto le stelle, e l'altra metà è sempre all'ombra ed abitata nonostante la mancanza della luce solare da razze abituate alla sua assenza; periodicamente il pianeta passa un "anno di fuoco" durante il quale quasi tutte le popolazioni vivono sotto terra mentre chi rimane sulla superficie è destinata ad ammalarsi e morire (ricorda un po' il pianeta de "Il problema dei 3 corpi"). Bilim è di razza nobile ma al contrario del fratello non è interessato alle gesta di nobili guerrieri ma alla matematica ed in particolare dall'astronomia: come una specie di Galileo non rispetta le credenze religiose, è sempre alla ricerca di prove che sia il suo pianeta a girare attorno al sole ed è durante i primi anni di studi che ha le prime intuizioni sull'analemma.
L'analemma non è una semplice ricerca scientifica, è una meta, uno scopo di vita è l'obiettivo che uno si deve prefiggere e cercare di raggiungere durante la propria esistenza: ci sarà chi cercherà di dargli altri obiettivi, come il padre che vorrebbe che si sposasse per continuare la loro nobile stirpe, e chi capirà che anche se innamorata di lui non potrà/dovrà impedirgli di seguire la sua strada il suo destino. Lui non è un guerriero ma si troverà a dover abbandonare la sua casa invasa dai nemici ed andare peregrino per il mondo; incontrerà amici, amori, nemici e vivrà tante avventure ma niente potrà distoglierlo dal suo obiettivo: studiare i movimenti degli astri ed in particolare la rappresentazione e le motivazioni dell'analemma. Il messaggio che ci arriva è che non importa con chi viviamo ed in quali situazioni: dobbiamo conoscere qual'è lo scopo della nostra vita ed usare tutte le nostre energie per raggiungerlo.
Ho detto che Bilim è una specie di Galileo ma in realtà l'autore non vuole metterlo in antagonismo con le credenze religiose al contrario diventerà addirittura una specie di santo, simbolo per tanti di una filosofia di vita che serpeggia nel racconto in secondo piano fino ad assumere maggior importanza nel proseguo rappresentando la seconda linea guida di questa storia che a me appare anche più importante di quella che vi ho descritto sopra. Questa filosofia si può riassumere nel concetto che tutto quello che è accaduto è giusto, doveva succedere così e quello che importa è cosa sapremo trarne e di conseguenza come decideremo di agire in seguito. Vuole insegnarci che è inutile pensare agli errori che possiamo aver fatto e alle conseguenze che possono subirne altri, ne tantomeno dobbiamo pensare a vendicarci dei torti subiti, ormai quello chè stato è stato ma quello che conta è cosa faremo d'ora in poi e a volte anche quelle cose che ci appaiono dannose forse non lo sono veramente: in un certo senso è una versione con motivazioni diverse del perdono cristiano e nella storia vedremo "cattivi" redimersi seguendo questa filosofia e "buoni" perdersi non riconoscendola.
E voi quante volte ripensate a qualche vostra scelta e vi pentite pensando a cosa sarebbe stato se aveste agito diversamente? O quante volte rimuginate su azioni di altri che apparentemente vi hanno danneggiato? Forse dopo aver letto questo racconto le affronterete in maniera diversa.


Daniele Malafarina, nato e cresciuto a Milano, ha un dottorato in Fisica teorica e di professione fa il professore universitario ad Astana, in Kazakistan. Nel corso degli anni ha vissuto in Polonia, India, Cina, Kazakistan e Thailandia e pubblicato una sessantina di articoli accademici su buchi neri e teorie della gravitazione. Le sue altre (poche) passioni sono fantascienza, tennis cinema e teatro. Essendo deciso a non trascurarne nessuna nel 2007 ha scritto e messo in scena uno spettacolo teatrale intitolato Il grande slam e tra il 2008 e il 2015 ha collaborato con testate tennistiche online e cartacee. Nel 2016 col romanzo Gozzo Unterlachen poeta maledetto ha vinto “un terzo” del premio Odissea essendo la ‘Mala’ parte dell’autore immaginario Rainer Maria Malafantucci e con gli altri due autori (Monica Rainer e Roberto Fantucci) per molti anni ha gestito un sito internet di humor, fumetti e nonsense chiamato Mazzate.com.