| Autore |
Matteo Colombo |
| Titolo |
Il Tal'Arim |
| Editore |
Delos Books |
| Collana |
Odissea Fantasy |
| Posizione |
51 |
| Pagine |
274 |
| Ebook |
5,99 € |
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Non è il sacrificio che libera, ma la scelta di combattere per qualcosa.
Tekel è un tal’arim. Può vedere l’ailen, l’essenza delle cose. Sono rimasti in pochi, dopo l’ultima guerra. Vive a Tal’amaran, con il suo compagno Saithis, un uomo-serpe silenzioso con il quale gestisce una piccola bottega di reperti storici e cianfrusaglie, senza particolare successo.
Se i Guardiani, i tal’arim al servizio dell’Arconte della città, scoprissero chi sono davvero, sarebbe la loro fine. A proteggerli è Da’vor, un ricco mercante e potente locale, che in cambio chiede loro cose che non potrebbe chiedere a nessun altro.
La vita di Tekel e Saithis prosegue così, nell’ombra, ormai da anni, nel tentativo di dimenticare un passato doloroso. Quando all’improvviso, un incontro inaspettato cambia ogni cosa.
Tra segreti dimenticati e pericoli mortali, la lotta per la libertà diventa una corsa contro il tempo, mentre il loro destino e quello della città si intrecciano con una forza misteriosa che minaccia di distruggerli.
Acquistabile su Delos
La mia opinione (16/06/2026):
Qualche volta è piacevole leggere storie di pura evasione ricche di avventura, azione e tanti combattimenti, possibilmente con personaggi ben definiti e presentati nelle varie sfaccettature: il genere fantasy ne contiene parecchi e questo romanzo ne è un esempio.
I protagonisti sono una coppia ricercata come disertori dalla battaglia di Karaxe che si sono rifugiati al servizio di un ricco mercante per il quale svolgono dei lavori non sempre legali. Come spesso capita uno, Tekel (dotato di particolari poteri potendo vedere l'ailen che gli permette di rendersi invisibili o di estrarre delle cose praticamente dal nulla specialmente armi) è il braccio, l'altro, Saithis (uomo-serpe che emette delle spore che hanno varie doti taumaturgiche o che vengono usate per cercare persone e perlustrare luoghi) è la mente. In realtà non sono una coppia particolare perchè nell'esercito della repubblica simili coppie venivano appositamente addestrate con l'uomo-serpe al comando e alla guida e il tal'arim suo succube allo scopo di essere inviati in missioni pericolose, spesso cruente, e dove devono uccidere senza il minimo tentennamento.
Tekel ha un comportamento che può sembrare contradditorio: è disposto a gettarsi in azioni pericolosissime che potrebbero essere senza scampo per aiutare un ragazzo sconosciuto con cui si è casualmente e banalmente scontrato in strada ed allo stesso tempo di uccidere uomini e donne, se lo ritiene necessario, senza alcun turbamento.
Per qualche motivo Tekel è tormentato dal suo passato che ne ha causato un trauma che lo ha trasformato e Saithis ora lo segue per aiutarlo ed in genere assecondarlo, evidentemente anche lui colpito da quello che è successo. Come detto Tekel spesso agisce senza pensare alle conseguenze e questo li porta a dover affrontare situazioni sempre più pericolose ed intricate: ma il passato non dimentica e ritorna più pericoloso che mai.
Mi è rimasta una curiosità: perchè l'autore mette spesso degli apici nei nomi? Un vezzo? O un modo per aiutare la pronuncia indicando dove cade l'accento? O cos'altro?
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Matteo Colombo è un ricercatore e direttore di un ente di ricerca. Classe 1990, vive a Cremona. È sposato, con tre figli. La sua passione è, da sempre, la letteratura, con un amore equamente diviso tra la narrativa americana e quella fantastica. Divora qualsiasi cosa riconducibile al grimdark e al fantasy per adulti. Scrive (o almeno ci prova) storie di sangue e di speranza. Ha pubblicato racconti racconti in antologie. Il suo primo romanzo, Il Tal’arim, è stato tra i finalisti del premio Odissea – XV edizione (2023).
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